venerdì 2 novembre 2012

claudia pineiro-tua (mia no di sicuro)




Cari fanciulli,
 lo so cosa vi viene in mente..una domanda..LA domanda: "Perchè??"
1.Perchè hai deciso di iniziare il blog con QUESTO libro?? ne potevi scegliere milioni migliori di questo, e darci una migliore idea di te
2.Perchè possiedi questo libro e hai pure deciso di leggerlo??

Per quanto la prima risposta che mi viene in mente è: fatevi gli affaracci vostri,
ho deciso di essere clemente e darvi delle spiegazioni.

Risposta n° 1 è l'ultimo libro che ho letto e di conseguenza ce l'ho fresco fresco, risposta n° 2 era in una bancarella e costava due euro, nella copertina Antonio D'Orrico lo definiva il miglior giallo in circolazione(maledetto Antonio, ma che altri gialli hai letto??).

Detto ciò mi sento in obbligo di fare un avviso:
ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE: se siete femministe evitate come la peste questo libro, non penso che apprezzereste l'ironia dell'esagerazione di un servilismo degno di una massaia siciliana di secoli addietro(con tutto il rispetto, apprezzare l'ironia non è il vostro forte).

Nonostante le premesse non ho del tutto odiato questo libro che a modo suo dà una visione psicologica di una donna schiava del suo amore, che rendendola schiava non dovrebbe essere definito amore ma queste sono speculazioni superflue.
Difatti il "giallo", per quanto la cara Pineiro abbia provato a renderlo avvincente e anche sorprendente, risulta essere quasi una cornice alle figure femminili che sovrastano tutto il resto e che ruotano tutte attorno al maschio alfa del libro, ovvero il caro Ernesto che è il vero protagonista "suo malgrado" (che la scelta del nome sia di ispirazione Wildeiana e giochi sull'assonanza dell'aggettivo "onesto" in lingua anglosassone?mah io non credo che l'argentina Claudia Pineiro puntasse a tanto, ma concediamole il beneficio del dubbio).Anche per la figlia l'uomo è il centro dei rapporti. Il padre risulta essere la  figura familiare più determinante, e l'altro uomo, quello che non c'è, è in realtà più che presente.
La rappresaglia finale e il vissero tutti felici e contenti al contrario, danno alla chiusa del libro il tocco dolceamaro perfetto per lo svolgersi della storia

Che "Tua" sia uno spaccato della donna del giorno d'oggi? Speriamo proprio di no, per quanto la protagonista sia molto forte e determinata, incanala questi suuoi attributi nella direzione sbagliata.
Io preferisco pensare che sia un'esagerazione fatta apposta per rendere più affascinante il romanzo, che ti incuriosce e ti fa chiedere fino a che punto si spingerà la psiche della protagonista, che decide di autoinfliggersi una punizione immeritata per le sue azioni, ma che si è conquistata col suo giustificare e perdonare un marito che tanta misericordia non si è mai guadagnato.

Anche perchè se non fosse questo il senso del libro, avrei sprecato due euro.

jah bless you
nasca




hanno detto di questo libro:

-ho particolarmente apprezzato lo spessore di questo libro, ora il tavolino non traballa più- "Simone de Beauvior 

giovedì 1 novembre 2012

benvenuti

Benvenuti cari..
siamo qui riuniti per dare il benvenuto alla nostra voglia di leggere, in LEGGEREZZA..
questo è l'unico dogma di una pagina che non ha regole, se non quello della civile convivenza, la quale consiglierebbe di evitare insulti xenofobi, razzisti, sessisti, scissionisti, sionisti, sciisti e così via, se non quando strettamente necessari.
Il mio compito(da me stesso assegnatomi, quindi non potete prendervela con nessun altro) è semplicemente quello di descrivere le mie impressioni sui libri che ho appena letto, quando ne ho voglia e solo se vi siete comportati bene.
La decisione di infliggervi questa crudele punizione la presi il giorno in cui stavo descrivendo a mia mamma l'ennesimo libro, e lei, vedendo che la sua solita tecnica del "sorridi, e dì di si" (insegnatela dal Dalai Lama impietosito da questa donna che aveva un figlio come me, come punizione divina) si rivelava vana, decise di abbandonare il suo atteggiamento di comprensione esplodendo in un "Perchè non sei come il figlio della Peppa che si droga e con sua mamma non ci parla mai, non me ne frega una straminchia dell'ennesimo pippottone sull'esistenzialismo post moderno scritto dall'ennesimo segaiolo campione mondiale di onanismo flagellato dall'orchite, se vuoi trovare la pasta a pranzo, non parlarmi più"
Questa valanga di amore materno, come dicevo prima appunto, mi ha fatto decidere di affliggere voi con le mie descrizioni non richieste, in modo tale da sfamare il mio ego, sfamarmi io e soprattutto poter parlare dei libri senza rimetterci la paghetta.

jah bless you




hanno detto di noi:

-leggere leggeri non è un granchè, ma è ricco di proteine - " Bear Grylls"

- L'essere insostenibile di leggere leggeri- "M. Kundera"

- Dovrò scendere un'altra volta solo per far perdonare sto blog- "G. Cristo"

-Il blog sulla lettura più articolato e completo del web-  "passante da me corrotto"

-La svolta necesseria per la lettura in Italia- "F. Volo"

-Niente male-ale-le-e - "U. Eco"

-Siamo d'accordo--ordo--do--o--o - -"L'eco di bergamo"