domenica 11 novembre 2012

aldous huxley - il mondo nuovo

Che dire di questo libro?Sarebbe meglio non dire niente, ma se non dicessi niente non avrebbe senso fare un blog.

Un capolavoro, semplicemente un assoluto capolavoro.
Uno scritto che ti avvolge e scava pertugi in tutta la tua psiche e che non puoi posare un attimo.

Pubblicato prima del più famoso 1984, lo anticipa per molte cose, e lo supera in altrettante.
La descrizione della società distopica coinvolge e incuriosisce in maniera totale, con un approfondimento sviluppato in pieno nei suoi tratti essenziali con motivazioni più che soddisfacenti che si vanno scoprendo via via. Una popolazione tenuta sotto il giogo del potere tramite l'estirpazione delle sensazioni negative, l'annullamento dell'amore(superfluo e dannoso), l'incitazione al soddisfacimento immediato dei piaceri più basilari e il "soma" che è semplicemente felicità in pillole.

C'è tutto: l'antieroe, l'anticristo (metaforicamente parlando), la nascita in provetta, la propaganda che ti plasma il subconscio il cinema odoroso e l'organo profumato e se vi interessa il resto, leggete il libro, ne vale la pena.

Porca puzzola così si scrive un libro.

nasca,
jah bless you



Hanno detto di questo libro:

minchia pazzesco - "Harold Bloom"

mmm...carina come idea - "G. Orwell"






martedì 6 novembre 2012

Antonio Scurati – "Il Sopravvissuto"



Premio Campiello ex aequo nel 2005 questo libro fa nascere il sospetto che un riconoscimento, nella vita, non lo si neghi a nessuno.
E che i recensori certe volte si droghino.

Storia di un alunno che fa una strage in sede di esami di maturità graziando solo il proprio professore di storia e filosofia, il quale si convince di aver indotto indirettamente il ragazzo a compiere l’insano gesto.
Una sequela di luoghi comuni e storie di ordinaria mostruosità giovanile scritte con una prosa scandalosamente artefatta. Vorrei trovare UNA persona al mondo che parla o scrive come Scurati fa parlare e soprattutto scrivere il suo “professore”.
Trecentosettanta (370!!) pagine di pippe mentali arzigogolate per poi non arrivare a niente da nessuna parte.

Duro da digerire come la mortadella trifolata, pesante come il peltro, inutile come gli esami di maturità.
Bocciato!

con le peggiori intenzioni - Alessandro Piperno

Caro Antonio D'Orrico,
Le nostre strade si incrociano nuovamente e come in ogni sfida che si rispetti, ne rimarrà solo uno di noi due(presumibilmente io, visto la differenza d'età, o almeno spero).
Nella famosa bancherella dove ho acquistato Tua(libro già insultato qualche post fa) ho trovato un altro libro con la tua recensione in copertina...che il bancherellaro sia tuo cugino??se leggerai mai questa pagina ti prego di rispondermi in quanto il dubbio mi lacera dentro.

<<Un grande romanzo: suntuoso, comico, tragico.>>
Così il vecchio Tony definisce il libro di Alessandro Pip, e il suo commento è proprio lì, stampato in copertina.
E a dire il vero non ho improperi da rivolgere al recensore per il suo giudizio, MA (eheheh c'è il mitico ma) si può riferire solo alla parte finale del libro.
Il libro è diviso in due parti, ma io me ne frego e lo divido per voi così
"l'inizio"=superfluo
"la seconda parte"=gol di vittoria nei minuti finali

L'inizio (che possiamo facilmente estendere a tre quarti del libro) è lento, carico di dettagli e descrizioni, ma con poche azioni degne di note.Leggi l'inizio e pensi "poffarbacco quel mattacchione di Bepy ne combinerà di tutti i colori e...e invece no.
 Lo stile di scrittura è molto pregevole, mi sembra (unico libro letto a ora di Pip) una persona dalla cultura vasta, che cerca di non ostentare la sua conoscenza (o forse è un ignorante che fa notare le quattro cose che sa, ma non penso). Se avete letto "meno di zero" di Bret Easton Ellis potete farvi un'idea, meno sesso e droghe e più ebrei.
 Voto=MezzaPip

La seconda parte (approsimativamente le ultime 40 pagine) è quella che ti fa tirare un sospiro di sollievo e ti fa pensare "ne è valsa la pena", l'amore/ossessione per Gaia e tutte le disavventure collegate a questa figura e alla sua eccentrica e sfortunata famiglia, vivacizzano questo libro, e scansano dal cervello la domanda: <<E QUINDI??>>  che ti perseguita per "l'inizio" del libro.
La frase finale è un gioiello.

Nasca,
jah bless you

Ps: Pip l'ho capito che sei ebreo, non serve ripeterlo ogni cinque minuti anche quando non c'entra niente.

Hanno detto di questo libro:


oggi c'è un sole magnifico visto che sono ebreo- "Alessandro Pip"

una mezzaPip- "io 20 secondi fa, ma mi ha fatto ridere troppo"



domenica 4 novembre 2012

Giovanni Lindo Ferretti – “Reduce”




L'autobiografia mistico-spocchiosa dello storico leader dei CCCP- Fedeli alla linea.
Sono stato qui, sono stato là, ho visto questo, ho visto quest’altro, ho visto la luce.
Quanto sono colto, quanto sono profondo, quanto sono stato comunista, quanto sono religioso adesso.
Una prosa da incubo, grondante similpoesia e autocitazioni.
Pretenziosa. Risibilmente complessa.
Non riesco a riportarvene un esempio: le dita si rifiutano di digitare.
Giovanni, posso darti un consiglio? Ritorna a fare musica!
E porta con te anche Lindo e tutti i Ferretti!

Orhan Pamuk - "Neve"



Di Pamuk avevo letto "Il Mio Nome è Rosso" che mi aveva folgorato.
"Neve" per quanto molto bello non è riuscito a fare altrettanto.
E' un tantino lento e un po' troppo lungo.
Ma non è per questo che non mi ha entusiasmato.
Le prime cento pagine scorrono fluide e affascinanti, almeno per chi ama la letteretura ottocentesca, ma verso la metà del libro affiora una certa discordanza fra lo stile e la storia.
Almeno così pare a me.
Vi dico solo che per metà del libro non avevo capito (grazie alla mia ignoranza in materia di storia turca) che la vicenda fosse ambientata negli anni '90 e non -come pensavo- negli anni '20.
Troppa svenevolezza, troppe lacrime, troppa apparente superficialità (dei personaggi, intendo) in un libro che è in fondo un giallo, parecchio politico, che non avvince. Un giallo che tocca argomenti importanti come il conflitto fra laicismo e integralismo, fra modernità e tradizioni, fra oriente e occidente senza poi approfondirli.
Che la Turchia (e con lei i turchi) sia davvero così sentimentale e svenevole?
E' un conscio o inconscio rifarsi ai grandi maestri della letteratura russa (apprendo in questo libro, molto vicina a quella turca oltre che geograficamente)?
E' la sensibilità del protagonista (un poeta esiliato) che colora di rosa antico le pagine del libro?
C'era troppa carne al fuoco e non si è cotta bene?
Sarò io che l'ho letto con poca attenzione?
Le ultime 100 pagine sono comunque bellissime e si leggono veloci con il magone.
Nel mezzo 250 pagine di lacrime, poesia, intrallazzi, indecisione e noia.
Consigliato solo per metà, quindi.
Piuttosto leggete "Il Mio Nome è Rosso"


Bret Easton Ellis - "Lunar Park"


Per tutto il primo capitolo ho avuto la tentazione di buttare il libro nella spazzatura. O di ridurlo in coriandoli. O di darlo in pasto ai mangiacarte. O di usarlo al posto del rotolo.
Per quale assurdo motivo leggere di sballi, droghe, gente sessualmente confusa, accoppiamenti, sbornie, scimmie dovrebbe interessarmi? perchè questa gente che si scrive addosso imbrodandosi nei propri sbrodolamenti è così acclamata? dove sta il talento, dove la fantasia, nel descrivere con compiacimento le proprie abiezioni?
Da subito mi è stato sulle palle Ellis, malgrado ne avessi letto solo lodi, perchè se Bukowski e Kerouac ancora avevano un senso (nei '70), lui e Augusten Burroughs sono assolutamente fuori tempo massimo!!!
Ma poi la storia (che parte -pensate un po'- dal racconto del suo tossicissimo tour di presentazioni del precedente romanzo "Glamorama") prende una piega inquietante e assurda, fra visioni, poltergeists, conflitti padre/figlio multipli, possessioni, il tutto raccontato con un taglio grottesco e scritto con una prosa furba e divertente.
Alla fine è un buon libro. Ma che palle 'sti scrittori neomaledetti, cazzo... a scrivere cose folli sotto stupefacenti ce la faccio pure io!

un buon posto per morire

ciao figliuoli,
oggi si parla di FIGA,
ah-ah-ah vi sarebbe piaciuto eh?bricconcelli, ma il blog si chiama leggere leggeri, mica copulare opulenti, quindi cascate male.

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se uno dei vostri scrittori prefeririti si unisse al tastierista del vostro gruppo preferito, e assieme scrivessero un libro?quale mix esplosivo, quale orizzonti mai visti prima, quali confini inesplorati..beh il risultato è questo:





Potevo mai perdere l'occasione di leggere un libro scritto da due dei miei miti?potevo non comprare un libro evento come questo?potevo mancare la chiave di volta della letteratura italiana?
SI, avrei dovuto, considerato che mi è costato quanto due libri decenti..

Io mi sono fatto un'idea sulla genesi di questo libro, mi immagino Avoledo e Boosta ubriachi fradici, dire: "Dai scriviamo questa fregnaccia" e ridendo come due idioti uno fa all'altro: "Gli mettiamo tutte le peggiori porcate che ci passano per la testa" e l'altro: "Ahahahah sisi dai vediamo chi riesce a finire di leggere questo libro".
Solo con questa teoria, condita da qualche acido assunto dai due quà e là, si spiega come si possa decidere di scrivere un libro iniziandolo addirittura con Nostradamus per farlo finire nella mitica Atlantide popolata da  non indovinerate mai chi...I NAZISTI!!E nel mezzo non potevano mancare gli zombie, il videogame semi realtà dove se muori muori fai la stessa fine nella vita di tutti i giorni, la società segreta che vuole governare il mondo e altre mille cose che non hanno senso di stare assieme  e che la mia memoria ha rimosso, come è giusto che faccia con shock di una certa intensità.Una disfatta.

Se nella prima parte del libro la curiosità ti fa chiedere "chissà come finisce" nella seconda parte, il buon senso, la pazienza, l'amor proprio, l'istinto di sopravvivenza tutti in coro ti fanno sorgere un altro quesito "Chissà quando finisce", e lì l'occhietto curioso va a vedere che le pagine di questa epopea infinita sono 640, delle quali, se non fosse stato per i 20 sacchi spesi per godere della gioia di questo romanzo, non avrei letto manco la metà.

Però forse tutto sta nel guardare dalla giusta prospettiva quest'opera e collocarla nel giusto genere letterario. Possiamo facilmente catalogarla come massimo esempio di distopia(quei libri alla Orwell che parlano di un futuro terribile e tetro). Il futuro terribile e tetro da cui ci vuole mettere in guardia questo capolavoro, è quello di un mondo dove tutti i libri sono scritti così.

Di solito sono contrario a fare lo spoiler, ma questa volta l'ho fatto per voi, mi dovete la vita!No, dai non esageriamo, però vi ho fatto risparmiare del tempo, o quantomeno venti sacchi.

jah bless you,
nasca



hanno detto di questo libro:

Scusate- "Einaudi editore"

Dai ma stavamo scherzando-"Boosta e Avoledo"

E' stata colpa sua, io non volevo- "Avoledo, parlando alle spalle di Boosta"