domenica 4 novembre 2012

Bret Easton Ellis - "Lunar Park"


Per tutto il primo capitolo ho avuto la tentazione di buttare il libro nella spazzatura. O di ridurlo in coriandoli. O di darlo in pasto ai mangiacarte. O di usarlo al posto del rotolo.
Per quale assurdo motivo leggere di sballi, droghe, gente sessualmente confusa, accoppiamenti, sbornie, scimmie dovrebbe interessarmi? perchè questa gente che si scrive addosso imbrodandosi nei propri sbrodolamenti è così acclamata? dove sta il talento, dove la fantasia, nel descrivere con compiacimento le proprie abiezioni?
Da subito mi è stato sulle palle Ellis, malgrado ne avessi letto solo lodi, perchè se Bukowski e Kerouac ancora avevano un senso (nei '70), lui e Augusten Burroughs sono assolutamente fuori tempo massimo!!!
Ma poi la storia (che parte -pensate un po'- dal racconto del suo tossicissimo tour di presentazioni del precedente romanzo "Glamorama") prende una piega inquietante e assurda, fra visioni, poltergeists, conflitti padre/figlio multipli, possessioni, il tutto raccontato con un taglio grottesco e scritto con una prosa furba e divertente.
Alla fine è un buon libro. Ma che palle 'sti scrittori neomaledetti, cazzo... a scrivere cose folli sotto stupefacenti ce la faccio pure io!

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