Premio Campiello ex aequo nel 2005 questo libro fa nascere il sospetto che un riconoscimento, nella vita, non lo si neghi a nessuno.
E che i recensori certe volte si droghino.
Storia di un alunno che fa una strage in sede di esami di maturità graziando solo il proprio professore di storia e filosofia, il quale si convince di aver indotto indirettamente il ragazzo a compiere l’insano gesto.
Una sequela di luoghi comuni e storie di ordinaria mostruosità giovanile scritte con una prosa scandalosamente artefatta. Vorrei trovare UNA persona al mondo che parla o scrive come Scurati fa parlare e soprattutto scrivere il suo “professore”.
Trecentosettanta (370!!) pagine di pippe mentali arzigogolate per poi non arrivare a niente da nessuna parte.
Duro da digerire come la mortadella trifolata, pesante come il peltro, inutile come gli esami di maturità.
Bocciato!
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